
Festival ExPolis: Le Città fuori dalla Città
28 aprile – 29 maggio 2011
I edizione
direzione artistica Marco Maria Linzi e Massimo Mazzone
ideato da
Teatro della Contraddizione

in collaborazione con
  
Cos’è la città? Culturalmente? Artisticamente? Cos’è diventata? E cosa diventerà?
Da tempo è evidente che a Milano, come in altre grandi metropoli europee, siano
presenti molte “città fuori dalla città”: invisibili, a volte escluse o dimenticate, fuori dai grandi eventi, città che sono dentro la città ma che sono “fuori”, sempre altrove
rispetto alle istituzioni che le città le governano, le organizzano, le progettano e realizzano.
L’idea di ExPolis nasce proprio da una discussione sul “fare”, sui modelli di rappresentazione, sul rapporto arte/architettura e società, sui grandi progetti infrastrutturali che investono le città e sulla miriade di piccoli e validi progetti indipendenti, sia locali che internazionali, che quotidianamente aiutano le nostre città a vivere culturalmente, anche nella prospettiva dell'autonomia organizzativa.
Per questo primo anno siamo partiti da noi stessi e dalla nostra città, con le compagnie
e gli amici che negli anni abbiamo ospitato, sostenuto e apprezzato.
In tanti, e certamente non ce l’aspettavamo, hanno accettato di sostenerci “per esserci”. Avremmo voluto coinvolgere tante altre realtà, gruppi e associazioni che “fanno” la città.
Perché l’intenzione è che questo festival diventi di tutti. Di chi si ripete che “questa città non lo rappresenta”, di chi persegue valori e idee, benché antieconomiche, in cui fortissimamente crede.
Questo festival è una provocazione e un’apertura.
Una provocazione indirizzata alla cultura messa in vetrina, in luoghi della merce e della spettacolarizzazione ridotti ad essere solo spazi commerciali. Una provocazione contro
la costruzione di grandi eventi che non pensano di doversi occupare e di dover coltivare ciò che esiste e cresce nel territorio.
Ma è soprattutto un’occasione di confronto: dopo ogni evento, gli artisti presenti a ExPolis saranno invitati a rispondere alla domanda: come si può superare l'esser fuori dalla città?
|